Le cose che faccio e le passioni che mi muovono

La Villa Comunale

Puoi essere triste, ansioso, angosciato, oppure allegro, felice, pieno di vitalità, entusiasta.
Puoi avere voglia di camminare lentamente, pensare e respirare.
Oppure puoi aver voglia di correre a perdifiato.
Lei ti accoglierà sempre come una madre serena e silenziosa.

Puoi andarci a bere, a suonare, a fumare.
Puoi andarci a dormire le notti in cui ti hanno cacciato di casa, a piangere di nascosto, a innamorarti, puoi andare a baciarti e addirittura, diciamolo: puoi finanche andarci a fare l'amore.

L'hai maledetta, l'hai adorata, l'hai commiserata, ci hai fatto le feste di partito, i concerti, ci hai visto i film, il teatro, ti ha ricordato romanticamente il medioevo e le generazioni del passato mentre distrattamente passeggiavi.

Ci puoi fare un po' di meditazione yoga, o camminare disordinatamente scherzando e spingendoti con gli amici prendendosi in giro.
Puoi andarci a qualunque ora, e per qualunque scopo.
Per ossigenarti, per guardare i pesci rossi, per dissetarti al fontanino, per guardare distrattamente una partita di tennis o di calcio, per pattinare, per portare i tuoi bimbi alle giostre, per leggere un libro al fresco in serena solitudine, per correre e dimagrire, per digerire un pranzo o una cena o per digerire qualche avvenimento che non ti è andato proprio giù.

Puoi girarci a piedi oppure, vietato o meno, puoi girarci in bici, coi pattini a rotelle, col monopattino, con lo skateboard, coi rollerblade o con l'overboard.
Ci hai giocato a pallone, a pallavolo, a nascondino, a acchiapparello, a bandiera, a campana e a ciciri&fasuli, la sassaiola con le castagne selvatiche che lasciavano i lividi sulle gambe, ci hai fatto la caccia al tesoro, l'oratorio estivo e la corte alle ragazze o ai ragazzi.

Ci hai passeggiato mano per mano con la fidanzata, col fidanzato, coi tuoi genitori da piccolino, ci porti il tuo genitore anziano, ci hai mangiato un panino, ti ci sei goduto le primavere e gli autunni, hai nutrito la tua anima coi suoi colori, ci sei andato col caldo afoso e con un metro di neve, ci hai fatto le discese con lo slittino o con la busta sotto il culo.

Ti ci hanno portato a fare le foto da piccolino, probabilmente anche le foto della prima comunione o quelle della cresima o quasi certamente del tuo matrimonio o di un amico o di un parente.

Ci hai fatto filone a scuola da studente e sai, anzi sai bene, che prima o poi potresti andarci a giocare a bocce.
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È la nostra Villa Comunale. Cinquanta mila metri quadrati. Sì hai letto bene: 50.000 m².
Chiunque sia arianese sa che quel posto appartiene alla propria vita, ai propri giorni, al proprio spirito.
La Villa Comunale ti fa sentire come in una città. 
Quando ci vai ti sembra di essere veramente a Central Park e quasi ti dimentichi di essere in una cittadina di provincia.
La Villa è la nostra "spiaggia", il nostro territorio franco.
Più di ogni altra cosa è l'emblema della città.
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Bene, io non li conosco personalmente, però vorrei fare pubblicamente un elogio ed un encomio sentito e col cuore a dei lavoratori in particolare: ai giardinieri della Villa Comunale.

Forse a qualcuno farà sorridere tanta enfasi per un encomio a dei dipendenti comunali.

In un'Italia dove oramai vige la legge del più furbo, degli scansa fatiche, degli imboscati, dei lavativi, dei raccomandati nullafacenti, noi invece abbiamo dei giardinieri della Villa Comunale eccezionali, straordinari, esemplari, che lavorano duro e appassionatamente, che trattano un bene comune come la Villa come se fosse casa loro.
Grazie a loro abbiamo una Villa Comunale fra le più belle di tutta Italia e questi giardinieri ci fanno essere orgogliosi.

E noi arianesi lo dobbiamo dire, dobbiamo riconoscere questo merito, glielo dobbiamo. Perché solo riconoscendo chi fa tanto per questa città possiamo creare un meccanismo di incentivo virtuoso.
Sappiate cari giardinieri che tutti noi arianesi apprezziamo tantissimo quello che fate. Sì, lo sappiamo, in fondo siete pagati per farlo e fate solo il vostro lavoro, ma noi tutti vi siamo riconoscenti perché quella Villa Comunale, più di ogni altra cosa, rappresenta la nostra città, la nostra storia millenaria, la nostra identità fatta di fierezza e orgoglio e la Villa è il nostro simbolo, un'opera urbanistica, architettonica, culturale, storica e sociale straordinaria.

 

 

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